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	<title>Commenti a: GALSI: Infrastruttura geostrategica o servitù? Perché ospitare il gasdotto</title>
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	<description>NAZIONALISTI SARDI - PORTALE DI CRITICA, INFORMAZIONE E COMUNICAZIONE POLITICA</description>
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		<item>
		<title>Di: Gasdotto in bilico? I gonzi esultano. Ma non chiedete a Bruxelles, chiedete a Roma</title>
		<link>http://www.sanatzione.eu/2010/07/galsi-infrastruttura-geostrategica-o-servitu-perche-ospitare-il-gasdotto/comment-page-1/#comment-1932</link>
		<dc:creator>Gasdotto in bilico? I gonzi esultano. Ma non chiedete a Bruxelles, chiedete a Roma</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Dec 2010 14:53:51 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Articolo correlato: Galsi, infrastruttura geostrategica o servitù? [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Articolo correlato: Galsi, infrastruttura geostrategica o servitù? [...]</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: B. Adriano</title>
		<link>http://www.sanatzione.eu/2010/07/galsi-infrastruttura-geostrategica-o-servitu-perche-ospitare-il-gasdotto/comment-page-1/#comment-565</link>
		<dc:creator>B. Adriano</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Jul 2010 10:22:27 +0000</pubDate>
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		<description>Concordo su molti punti, si è entrati in un progetto di cui non si conosceva l&#039;utilità e l&#039;entità, o almeno la nostra classe dirigente non era culturalmente idonea ad affrontare il tema. Se pensiamo comunque di avere &quot;autonomisti&quot; che scordano il valore della zona franca e di richiedere quanto dovuto dallo Stato nonostante ci attacchino nell&#039;argomento costi/entrate, non c&#039;è da stupirsi.
Il valore politico del GALSI però sta proprio nelle sue dimensioni. Da Piombino sarebbe stato pressoché incompatibile con la politica energetica UE del medio termine, in quanto lo scopo di far giungere il gas Algerino è proprio quello di evitare i problemi di intermediazione esistenti dalle condutture attuali della terraferma. Non esistono rischi di conflitto negli stati del nord&#039;Africa, che sono anche grandi partner commerciali d&#039;Italia e d&#039;Europa. Inoltre abbiamo una condizione di insularità rispetto al continente che riduce le nostre capacità di manovra sul piano delle reti. E&#039; chiaro che si tratta di una struttura pensata per l&#039;export. C&#039;è da domandarsi quindi se la politica si farà carico della sfida di garantire un secondo utilizzo del gasdotto, oppure rinuncerà a quest&#039;opera ignorandone il valore e rendendola appunto una mera servitù priva di efficace tornaconto. Anche altri gasdotti nel mondo comunque sono in fase di ritardo nella realizzazione. Un saluto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Concordo su molti punti, si è entrati in un progetto di cui non si conosceva l&#8217;utilità e l&#8217;entità, o almeno la nostra classe dirigente non era culturalmente idonea ad affrontare il tema. Se pensiamo comunque di avere &#8220;autonomisti&#8221; che scordano il valore della zona franca e di richiedere quanto dovuto dallo Stato nonostante ci attacchino nell&#8217;argomento costi/entrate, non c&#8217;è da stupirsi.<br />
Il valore politico del GALSI però sta proprio nelle sue dimensioni. Da Piombino sarebbe stato pressoché incompatibile con la politica energetica UE del medio termine, in quanto lo scopo di far giungere il gas Algerino è proprio quello di evitare i problemi di intermediazione esistenti dalle condutture attuali della terraferma. Non esistono rischi di conflitto negli stati del nord&#8217;Africa, che sono anche grandi partner commerciali d&#8217;Italia e d&#8217;Europa. Inoltre abbiamo una condizione di insularità rispetto al continente che riduce le nostre capacità di manovra sul piano delle reti. E&#8217; chiaro che si tratta di una struttura pensata per l&#8217;export. C&#8217;è da domandarsi quindi se la politica si farà carico della sfida di garantire un secondo utilizzo del gasdotto, oppure rinuncerà a quest&#8217;opera ignorandone il valore e rendendola appunto una mera servitù priva di efficace tornaconto. Anche altri gasdotti nel mondo comunque sono in fase di ritardo nella realizzazione. Un saluto.</p>
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	<item>
		<title>Di: mariocarboni</title>
		<link>http://www.sanatzione.eu/2010/07/galsi-infrastruttura-geostrategica-o-servitu-perche-ospitare-il-gasdotto/comment-page-1/#comment-558</link>
		<dc:creator>mariocarboni</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Jul 2010 22:28:00 +0000</pubDate>
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		<description>La cosa migliore sarebbe stata gassificare il carbone Sulcis. Eravamo vicinissimi poi è stato sabotato a favore del gassificatore della SARAS che invece di carbone gassifica le peci velenosissime residuo della raffinazione. Naturalmente meglio gassificarle che buttarle da qualche parte.
Secondariamente sarebbe stato meglio portare il gas che ci serve con un tubo da Piombino allacciati alla rete italiana.
Come terza soluzione si sarebbe potuto fare un impianto di rigassificazione del metano liquido portato con navi metaniere da giacimenti lontani.
Tutte queste soluzioni possibili e realistiche con l&#039;obiettivo di risolvere problemi energetici dell&#039;Isola e le sue esigenze non alte di quantità di metano in rapporto alla popolazione avrebbero potuto godere di una rete di distribuzione in Sardegna con tubi piccoli e basso impatto ambientale.
La soluzione Galsi dall&#039;Algeria dovrebbe portare gas in Sardegna e quindi da questo punto di vista è comunque utile.
Però l&#039;iniziativa non nasce per risolvere le necessità energetiche sarde ma per usare l&#039;isola come piattaforma di transito per convogliare enormi quantità di gas per l&#039;Europa tramite l&#039;Italia.
La dorsale che collegherebbe il Sulcis con Olbia non servirebbe per alimentare la rete sarda ma per ospitare a valle e a monte e forse in passaggi intermedi delle grandi e invasive stazioni di pompaggio che servono per spingere il gas nel tubo e farlo arrivare senza cadute di pressione in Italia.
Il tubo sarà molto grosso, molto di più di quanto servirebbe solo per la Sardegna, dovrebbe superare grandi dislivelli e quindi necessiterebbe di molta energia per spingere il gas, si dovrebbero scavare grosse trincee per alloggiare il tubo con ai lati molte decine di metri di terreno di salvaguardia.
La Sardegna riceverebbe gas solo dall&#039;Algeria e non da tutte le diverse fonti d&#039;approvvigionamento come se ricevesse il gas da Piombino.
Il rischio di una chiusura del gas dall&#039;Algeria o per cause economiche o politiche o conflitti è enorme.
Il gasdotto non è andata e ritorno. Se non passa gas dall&#039;Algeria non si può invertire il flusso e riceverlo dall&#039;Italia. Nelle altre regioni italiane se manca il gas russo c&#039;è quello libico e se non c&#039;è quello libico c&#039;è l&#039;olandese ecc.
Si tratta quindi di una iniziativa che nasce da esigenze esterne, eterodiretta e quindi monocolturale e coloniale.
Verrà realizzata una grande servitù energetica della quale non abbiamo ancora un&#039;idea precisa nella sua negatività e persistenza.
Esattamente come l&#039;eolico.
Del resto tutte le reti del gas che adesso funzionano nell&#039;isola  utilizzano il GPL o aria propanata sottoprodotto della raffinazione della SARAS di Sarrok.
Stanno comunque trascorrendo gli anni e del GALSI non si vede ancora l&#039;inizio.
Forse saremo salvati dallo sventramento verticale della Sardegna dalla realtà economica internazionale.
Oggi per le esigenze energetiche sarde ben presenti nel piano energetico regionale e sempre minori per la finalmente avvenuta morte delle industrie chimiche e metallurgiche energivore, basterebbe operare sulla fiscalità eliminando le accise, l&#039;iva e le altre tasse sugli idrocarburi come nelle Canarie.
Ma siamo colonizzati sin nell&#039;anima e preda dell&#039;ultimo venditore di perline.
Penssiamo che nell&#039;ipotesi, invece di farci pagare i diritti di passaggio come hanno fatto in Sicila, in quote gratuite di gas e denari, la SFIRS ha buttato grossi capitali di minoranza nella società che progetta il GALSI e che quindi non determineranno nessuna capacità di controllo né di profitto..
Milioni buttati e regalati..
Da notare che l&#039;ultima gara annullata della Regione è stata quella per l&#039;acquisto di una decina di locomotori diesel per la rete ferroviaria rinunciando all&#039;elettrificazione.
Elettrificazione che avrebbe trovato un incentivo nell&#039;alimentazione a gas delle centrali elettriche ora a carbone o olio pesante.
Tutto il trasporto è su gomma alimentato ad idrocarburi.
Intanto bisognerebbe ammortizzare uil maggior costo che abbiamo da oltre mezzo secolo per la mancanza di gas..basterebbe eliminare o ridurre le accise e l&#039;Iva..
Intanto l&#039;energia costa più che nel continente e siamo trattati come indiani di riserva..e siamo nel 2010...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La cosa migliore sarebbe stata gassificare il carbone Sulcis. Eravamo vicinissimi poi è stato sabotato a favore del gassificatore della SARAS che invece di carbone gassifica le peci velenosissime residuo della raffinazione. Naturalmente meglio gassificarle che buttarle da qualche parte.<br />
Secondariamente sarebbe stato meglio portare il gas che ci serve con un tubo da Piombino allacciati alla rete italiana.<br />
Come terza soluzione si sarebbe potuto fare un impianto di rigassificazione del metano liquido portato con navi metaniere da giacimenti lontani.<br />
Tutte queste soluzioni possibili e realistiche con l&#8217;obiettivo di risolvere problemi energetici dell&#8217;Isola e le sue esigenze non alte di quantità di metano in rapporto alla popolazione avrebbero potuto godere di una rete di distribuzione in Sardegna con tubi piccoli e basso impatto ambientale.<br />
La soluzione Galsi dall&#8217;Algeria dovrebbe portare gas in Sardegna e quindi da questo punto di vista è comunque utile.<br />
Però l&#8217;iniziativa non nasce per risolvere le necessità energetiche sarde ma per usare l&#8217;isola come piattaforma di transito per convogliare enormi quantità di gas per l&#8217;Europa tramite l&#8217;Italia.<br />
La dorsale che collegherebbe il Sulcis con Olbia non servirebbe per alimentare la rete sarda ma per ospitare a valle e a monte e forse in passaggi intermedi delle grandi e invasive stazioni di pompaggio che servono per spingere il gas nel tubo e farlo arrivare senza cadute di pressione in Italia.<br />
Il tubo sarà molto grosso, molto di più di quanto servirebbe solo per la Sardegna, dovrebbe superare grandi dislivelli e quindi necessiterebbe di molta energia per spingere il gas, si dovrebbero scavare grosse trincee per alloggiare il tubo con ai lati molte decine di metri di terreno di salvaguardia.<br />
La Sardegna riceverebbe gas solo dall&#8217;Algeria e non da tutte le diverse fonti d&#8217;approvvigionamento come se ricevesse il gas da Piombino.<br />
Il rischio di una chiusura del gas dall&#8217;Algeria o per cause economiche o politiche o conflitti è enorme.<br />
Il gasdotto non è andata e ritorno. Se non passa gas dall&#8217;Algeria non si può invertire il flusso e riceverlo dall&#8217;Italia. Nelle altre regioni italiane se manca il gas russo c&#8217;è quello libico e se non c&#8217;è quello libico c&#8217;è l&#8217;olandese ecc.<br />
Si tratta quindi di una iniziativa che nasce da esigenze esterne, eterodiretta e quindi monocolturale e coloniale.<br />
Verrà realizzata una grande servitù energetica della quale non abbiamo ancora un&#8217;idea precisa nella sua negatività e persistenza.<br />
Esattamente come l&#8217;eolico.<br />
Del resto tutte le reti del gas che adesso funzionano nell&#8217;isola  utilizzano il GPL o aria propanata sottoprodotto della raffinazione della SARAS di Sarrok.<br />
Stanno comunque trascorrendo gli anni e del GALSI non si vede ancora l&#8217;inizio.<br />
Forse saremo salvati dallo sventramento verticale della Sardegna dalla realtà economica internazionale.<br />
Oggi per le esigenze energetiche sarde ben presenti nel piano energetico regionale e sempre minori per la finalmente avvenuta morte delle industrie chimiche e metallurgiche energivore, basterebbe operare sulla fiscalità eliminando le accise, l&#8217;iva e le altre tasse sugli idrocarburi come nelle Canarie.<br />
Ma siamo colonizzati sin nell&#8217;anima e preda dell&#8217;ultimo venditore di perline.<br />
Penssiamo che nell&#8217;ipotesi, invece di farci pagare i diritti di passaggio come hanno fatto in Sicila, in quote gratuite di gas e denari, la SFIRS ha buttato grossi capitali di minoranza nella società che progetta il GALSI e che quindi non determineranno nessuna capacità di controllo né di profitto..<br />
Milioni buttati e regalati..<br />
Da notare che l&#8217;ultima gara annullata della Regione è stata quella per l&#8217;acquisto di una decina di locomotori diesel per la rete ferroviaria rinunciando all&#8217;elettrificazione.<br />
Elettrificazione che avrebbe trovato un incentivo nell&#8217;alimentazione a gas delle centrali elettriche ora a carbone o olio pesante.<br />
Tutto il trasporto è su gomma alimentato ad idrocarburi.<br />
Intanto bisognerebbe ammortizzare uil maggior costo che abbiamo da oltre mezzo secolo per la mancanza di gas..basterebbe eliminare o ridurre le accise e l&#8217;Iva..<br />
Intanto l&#8217;energia costa più che nel continente e siamo trattati come indiani di riserva..e siamo nel 2010&#8230;</p>
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