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	<title>Commenti a: Appunti da ripetere sull&#8217;Autonomia</title>
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	<description>NAZIONALISTI SARDI - PORTALE DI CRITICA, INFORMAZIONE E COMUNICAZIONE POLITICA</description>
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		<title>Di: Riformismo indipendentista e obiettivi: 5 anni di U.R.N. Sardinnya</title>
		<link>http://www.sanatzione.eu/2009/11/appunti-da-ripetere-sullautonomia/comment-page-1/#comment-151</link>
		<dc:creator>Riformismo indipendentista e obiettivi: 5 anni di U.R.N. Sardinnya</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Feb 2010 23:53:36 +0000</pubDate>
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		<description>[...] nell&#8217;ombra, come la Pubblica Sicurezza; abbiamo alzato la voce sull&#8217;utilità di una vera Autonomia e di un vero Federalismo come passaggi graduali per l&#8217;indipendenza &#8211; per la ragione di dover sviluppare una vera [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] nell&#8217;ombra, come la Pubblica Sicurezza; abbiamo alzato la voce sull&#8217;utilità di una vera Autonomia e di un vero Federalismo come passaggi graduali per l&#8217;indipendenza &#8211; per la ragione di dover sviluppare una vera [...]</p>
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		<title>Di: Da Lodine a Santa Cristina: La retorica del dialogo, tra Soru e la Demuru</title>
		<link>http://www.sanatzione.eu/2009/11/appunti-da-ripetere-sullautonomia/comment-page-1/#comment-130</link>
		<dc:creator>Da Lodine a Santa Cristina: La retorica del dialogo, tra Soru e la Demuru</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 Jan 2010 23:56:13 +0000</pubDate>
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		<description>[...] abbiamo chiamato autonomismo qualcosa che non lo è perché di fatto è centralismo. In ragione di questo equivoco (a cui si è dato spago per diverse ragioni politiche), gli indipendentisti hanno finito per creare [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] abbiamo chiamato autonomismo qualcosa che non lo è perché di fatto è centralismo. In ragione di questo equivoco (a cui si è dato spago per diverse ragioni politiche), gli indipendentisti hanno finito per creare [...]</p>
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		<title>Di: I 10 luoghi comuni di IRS</title>
		<link>http://www.sanatzione.eu/2009/11/appunti-da-ripetere-sullautonomia/comment-page-1/#comment-94</link>
		<dc:creator>I 10 luoghi comuni di IRS</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Jan 2010 07:38:23 +0000</pubDate>
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		<description>[...] SANATZIONE.EU: Per ogni moderno indipendentismo l&#8217;autonomismo non è un fine ma un mezzo. Per costruire l&#8217;indipendenza servono passaggi graduali, perché l&#8217;autocoscienza collettiva non arriva dal nulla ma solo a seguito di riforme economiche ed istituzionali, tra cui culturali, come quelle sulla scuola (storia e lingua Sarda). In politologia il potenziamento di queste necessità rappresentano un esercizio dell&#8217;autonomia: Lo stesso che non si è mai esercitato dal 1948 ad oggi con lo Statuto Regionale. Per altri dettagli: Entra. [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] SANATZIONE.EU: Per ogni moderno indipendentismo l&#8217;autonomismo non è un fine ma un mezzo. Per costruire l&#8217;indipendenza servono passaggi graduali, perché l&#8217;autocoscienza collettiva non arriva dal nulla ma solo a seguito di riforme economiche ed istituzionali, tra cui culturali, come quelle sulla scuola (storia e lingua Sarda). In politologia il potenziamento di queste necessità rappresentano un esercizio dell&#8217;autonomia: Lo stesso che non si è mai esercitato dal 1948 ad oggi con lo Statuto Regionale. Per altri dettagli: Entra. [...]</p>
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	<item>
		<title>Di: Ierofante</title>
		<link>http://www.sanatzione.eu/2009/11/appunti-da-ripetere-sullautonomia/comment-page-1/#comment-46</link>
		<dc:creator>Ierofante</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 14:09:31 +0000</pubDate>
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		<description>Sono d&#039;accordo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono d&#8217;accordo.</p>
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	<item>
		<title>Di: sergio</title>
		<link>http://www.sanatzione.eu/2009/11/appunti-da-ripetere-sullautonomia/comment-page-1/#comment-45</link>
		<dc:creator>sergio</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 17:27:16 +0000</pubDate>
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		<description>Naturalmente una cosa è fare della storia Sarda l&#039;unico motivo per guardare al futuro,( ma chi lo fa?!) altra questione è proprio rinnegarla come fanno molti Sardi e pensare di guardare al futuro basandosi solo sul presente.

Tesi congressuale delXXI congresso del Partito Sardo d’Azione;
----
7. L’identità della Sardegna è un’affermazione politica e culturale, non una dimostrazione storica
Come l’identità delle persone nasce da un progetto e da un’esperienza,così l’identità dei popoli non è una dimostrazione ma un’affermazione politica e culturale che orienta un’educazione.Bisogna definitivamente emanciparsi dai cascami delle ideologie ottocentesche e delle storiografie che ne sono derivate. L’identità della Sardegna non va dimostrata cercando le originalità del nostro percorso storico.
 Nel mondo niente di umano è naturalmente originale e la storia non è una struttura razionale collettiva che si sviluppa in modo indifferente alla libertà degli uomini. Non è per niente scritto nella storia passata che la Sardegna sia una nazione. La Sardegna ha un’identità se e perché i sardi decidono di affermarla. Questa impostazione deve guidare in una nuova direzione gli sforzi del mondo della cultura sarda. La ricerca storica non va utilizzata per cercare conferme alle posizioni politiche.
------
Ora io penso che effettivamente Bomboy ha moltissima ragione di essere irritato. Chi può sostenere. infatti, che la storia non ha una importanza per il passato presente e futuro nella storia dell&#039;umanità in genere?E  poi,  che discorsi di indipendenza vengano da qualche parte forgiati solo in un folklorismo storico?!
Una cosa è certa, al di là di queste acrobazie mentali come nel punto 7 (scritte per distinguersi da chi?) cio che adesso siamo, e che  esterneremo ( se lo esterneremo) lo dobbiamo nel bene e nel male alla storia che abbiamo vissuto.

Ci hanno fatto studiare la storia di tutto il mondo, persino di civiltà scomparse, ma la storia Sarda No! Ci hanno insegnato la letteratura di tutto il mondo e ci è stata negata quella sarda! Nelle scuole ci hanno &quot;convinto &quot; attraverso la storia e la letteratura che siamo Italiani. Ma la storia della Sardegna è solo una appendice della storia piemontese e dei Savoia! Ci hanno ingannato, come sardi  nelle istituzioni, nella politica e nelle scuole, gli stessi sardi, facendoci credere che non esisteva nient’altro, se non la Storia d’Italia!

La verità è che i Sardi sono ignoranti di se stessi, e questo grazie anche ad una politica  scellerata di chi in questi ultimi 60 anni ha portato immeritatamente  in alto il vessillo dei 4 mori .
Ma all’epoca,  la stessa scelta dei 4 mori come vessillo e simbolo della sardegna parla da sola …….

Bisogna andare in classe e  studiare la Storia!

Sergio Brundu</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Naturalmente una cosa è fare della storia Sarda l&#8217;unico motivo per guardare al futuro,( ma chi lo fa?!) altra questione è proprio rinnegarla come fanno molti Sardi e pensare di guardare al futuro basandosi solo sul presente.</p>
<p>Tesi congressuale delXXI congresso del Partito Sardo d’Azione;<br />
&#8212;-<br />
7. L’identità della Sardegna è un’affermazione politica e culturale, non una dimostrazione storica<br />
Come l’identità delle persone nasce da un progetto e da un’esperienza,così l’identità dei popoli non è una dimostrazione ma un’affermazione politica e culturale che orienta un’educazione.Bisogna definitivamente emanciparsi dai cascami delle ideologie ottocentesche e delle storiografie che ne sono derivate. L’identità della Sardegna non va dimostrata cercando le originalità del nostro percorso storico.<br />
 Nel mondo niente di umano è naturalmente originale e la storia non è una struttura razionale collettiva che si sviluppa in modo indifferente alla libertà degli uomini. Non è per niente scritto nella storia passata che la Sardegna sia una nazione. La Sardegna ha un’identità se e perché i sardi decidono di affermarla. Questa impostazione deve guidare in una nuova direzione gli sforzi del mondo della cultura sarda. La ricerca storica non va utilizzata per cercare conferme alle posizioni politiche.<br />
&#8212;&#8212;<br />
Ora io penso che effettivamente Bomboy ha moltissima ragione di essere irritato. Chi può sostenere. infatti, che la storia non ha una importanza per il passato presente e futuro nella storia dell&#8217;umanità in genere?E  poi,  che discorsi di indipendenza vengano da qualche parte forgiati solo in un folklorismo storico?!<br />
Una cosa è certa, al di là di queste acrobazie mentali come nel punto 7 (scritte per distinguersi da chi?) cio che adesso siamo, e che  esterneremo ( se lo esterneremo) lo dobbiamo nel bene e nel male alla storia che abbiamo vissuto.</p>
<p>Ci hanno fatto studiare la storia di tutto il mondo, persino di civiltà scomparse, ma la storia Sarda No! Ci hanno insegnato la letteratura di tutto il mondo e ci è stata negata quella sarda! Nelle scuole ci hanno &#8220;convinto &#8221; attraverso la storia e la letteratura che siamo Italiani. Ma la storia della Sardegna è solo una appendice della storia piemontese e dei Savoia! Ci hanno ingannato, come sardi  nelle istituzioni, nella politica e nelle scuole, gli stessi sardi, facendoci credere che non esisteva nient’altro, se non la Storia d’Italia!</p>
<p>La verità è che i Sardi sono ignoranti di se stessi, e questo grazie anche ad una politica  scellerata di chi in questi ultimi 60 anni ha portato immeritatamente  in alto il vessillo dei 4 mori .<br />
Ma all’epoca,  la stessa scelta dei 4 mori come vessillo e simbolo della sardegna parla da sola …….</p>
<p>Bisogna andare in classe e  studiare la Storia!</p>
<p>Sergio Brundu</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Piero</title>
		<link>http://www.sanatzione.eu/2009/11/appunti-da-ripetere-sullautonomia/comment-page-1/#comment-43</link>
		<dc:creator>Piero</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 16:40:13 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sanatzione.eu/?p=674#comment-43</guid>
		<description>Dovremmo agire su due fronti: uno, quello italiano, contestando l’adeguatezza della Carta Costituzionale italiana, ossia mettendo in discussione l’idea che la Carta, fonte del centralismo che ci soffoca, prodotto anche nostro, sia da considerare come una bibbia intoccabile; due, quello sardo, dandoci una nostra Carta. L’unico presupposto per partire è proprio quello che hanno individuato gli autori: ridare fiducia ai sardi, ossia coltivare il senso di autostima in quanto uomini liberi, affinché i sardi si esprimono liberamente in sardo e studino la propria storia e le proprie tradizioni a scuola.  Po me, diant essere custos sos primos trintzeramentos de ‘inchere fainde fortza paris. La frase di Antonio Simon Mossa sui sardi che non sono italiani, che noi condividiamo, non deve farci rinunciare al credito accumulato in quanto italiani di serie A in rapporto al contributo di sangue.
Occorre però persuadersi che finché non si riuscirà a far entrare la Sardegna a scuola in pompa magna, sarà necessario sopperire con un grande attivismo, come del resto si sta già facendo, Irs, in testa.  Lo dico per spezzare una lancia a favore di Irs, visto che qui riceve critiche implicite non peregrine. 
Piero Atzori</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Dovremmo agire su due fronti: uno, quello italiano, contestando l’adeguatezza della Carta Costituzionale italiana, ossia mettendo in discussione l’idea che la Carta, fonte del centralismo che ci soffoca, prodotto anche nostro, sia da considerare come una bibbia intoccabile; due, quello sardo, dandoci una nostra Carta. L’unico presupposto per partire è proprio quello che hanno individuato gli autori: ridare fiducia ai sardi, ossia coltivare il senso di autostima in quanto uomini liberi, affinché i sardi si esprimono liberamente in sardo e studino la propria storia e le proprie tradizioni a scuola.  Po me, diant essere custos sos primos trintzeramentos de ‘inchere fainde fortza paris. La frase di Antonio Simon Mossa sui sardi che non sono italiani, che noi condividiamo, non deve farci rinunciare al credito accumulato in quanto italiani di serie A in rapporto al contributo di sangue.<br />
Occorre però persuadersi che finché non si riuscirà a far entrare la Sardegna a scuola in pompa magna, sarà necessario sopperire con un grande attivismo, come del resto si sta già facendo, Irs, in testa.  Lo dico per spezzare una lancia a favore di Irs, visto che qui riceve critiche implicite non peregrine.<br />
Piero Atzori</p>
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	<item>
		<title>Di: Ierofante</title>
		<link>http://www.sanatzione.eu/2009/11/appunti-da-ripetere-sullautonomia/comment-page-1/#comment-41</link>
		<dc:creator>Ierofante</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 14:15:27 +0000</pubDate>
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		<description>Le aggiungo una domanda: Ritiene possibile che le nuove generazioni, inserite in un contesto dove la scuola è italiana, i media sono italiani, la burocrazia è italiana, lo sport è italiano e persino il partito (visto il caso Soru) è italiano...possa contribuire a sollecitare l&#039;avvio di una coscienza autonoma di se nei Sardi? Io penso che se non modificheremo legislativamente questa realtà, per gradi, il tessuto sociale rimarrà tale e quale ed anzi, rischia di proseguire l&#039;assorbimento sociologico e politico dei Sardi all&#039;italianità, sia essa culturale che formale. Cordialmente.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Le aggiungo una domanda: Ritiene possibile che le nuove generazioni, inserite in un contesto dove la scuola è italiana, i media sono italiani, la burocrazia è italiana, lo sport è italiano e persino il partito (visto il caso Soru) è italiano&#8230;possa contribuire a sollecitare l&#8217;avvio di una coscienza autonoma di se nei Sardi? Io penso che se non modificheremo legislativamente questa realtà, per gradi, il tessuto sociale rimarrà tale e quale ed anzi, rischia di proseguire l&#8217;assorbimento sociologico e politico dei Sardi all&#8217;italianità, sia essa culturale che formale. Cordialmente.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Ierofante</title>
		<link>http://www.sanatzione.eu/2009/11/appunti-da-ripetere-sullautonomia/comment-page-1/#comment-40</link>
		<dc:creator>Ierofante</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 14:00:17 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sanatzione.eu/?p=674#comment-40</guid>
		<description>Sarebbe improprio paragonare Soru agli anni &#039;50 ed all&#039;autonomia del secondo dopoguerra, sia sul piano sociologico che politico: I motivi sono semplici, il PSD&#039;AZ ancora andava affinando il suo pensiero; il potere (nella guerra fredda) di PCI e DC aveva una penetrazione sociale non indifferente ed i vari nazionalisti indipendentisti (come la Lega Sarda di Bastià Pirisi) furono annientati. Soru invece è figlio del suo tempo, arriva da un&#039;epoca in cui il centralismo culturale ed istituzionale italiano è avanzato mentre il Sardismo non ha saputo capitalizzare quanto conseguito nei primi anni &#039;80 a livello statutario. Questa è la storia. Non si può dunque colpevolizzare nessuno se proprio in questo escursus è stata una vera autonomia la grande vittima di un processo di acquisizione della coscienza politica territoriale. Ciò non dovrebbe essere interpretato come motivo per abbandonare l&#039;unico percorso progressivo che in questo contesto occidentale può consentire all&#039;indipendentismo di crescere: Un processo autonomista (reale). Ma questo percorso non possiamo certo aspettarcelo da PD e PDL. Soru finché farà parte di un partito centralista non potrà mai rappresentare questa necessità. Spetta ai movimenti territoriali Sardi capire quanto sia sciocco sfidare il bipolarismo in ordine sparso e senza un disegno politico che veda nella riforma graduale delle istituzioni Sarde il criterio entro il quale attivare un serio processo indipendentista. </description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sarebbe improprio paragonare Soru agli anni &#8216;50 ed all&#8217;autonomia del secondo dopoguerra, sia sul piano sociologico che politico: I motivi sono semplici, il PSD&#8217;AZ ancora andava affinando il suo pensiero; il potere (nella guerra fredda) di PCI e DC aveva una penetrazione sociale non indifferente ed i vari nazionalisti indipendentisti (come la Lega Sarda di Bastià Pirisi) furono annientati. Soru invece è figlio del suo tempo, arriva da un&#8217;epoca in cui il centralismo culturale ed istituzionale italiano è avanzato mentre il Sardismo non ha saputo capitalizzare quanto conseguito nei primi anni &#8216;80 a livello statutario. Questa è la storia. Non si può dunque colpevolizzare nessuno se proprio in questo escursus è stata una vera autonomia la grande vittima di un processo di acquisizione della coscienza politica territoriale. Ciò non dovrebbe essere interpretato come motivo per abbandonare l&#8217;unico percorso progressivo che in questo contesto occidentale può consentire all&#8217;indipendentismo di crescere: Un processo autonomista (reale). Ma questo percorso non possiamo certo aspettarcelo da PD e PDL. Soru finché farà parte di un partito centralista non potrà mai rappresentare questa necessità. Spetta ai movimenti territoriali Sardi capire quanto sia sciocco sfidare il bipolarismo in ordine sparso e senza un disegno politico che veda nella riforma graduale delle istituzioni Sarde il criterio entro il quale attivare un serio processo indipendentista.</p>
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		<title>Di: sergio</title>
		<link>http://www.sanatzione.eu/2009/11/appunti-da-ripetere-sullautonomia/comment-page-1/#comment-39</link>
		<dc:creator>sergio</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 10:11:00 +0000</pubDate>
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		<description>Nel mio intervento.. ho cercato di evidenziare il fatto che l&#039;autonomismo in sardegna è una cosa &quot;impossibile&quot; quello vero intendo. Se i Sardi avessero avuto forza e tempra per esercitarlo lo avrebbero fatto ... (come Soru ), e non saremmo qui a discuterne.  Se questo non è successo dopo sessanta anni cosa fa pensare a qualcuno che possa succedere adesso? Cosa fa pensare che questa sia la strada maestra?  Cosa fa pensare che adesso possa cambiare qualcosa nella mentalità di politici e intellettuali?

Al contrario io penso che gli aspetti di esercizio negativo dell&#039;autonomismo andranno sempre più rinforzandosi incanalandosi  verso il &quot;globalismo culturale&quot;  l&#039;appiattimento politico e identitario fino ad arrivare ad un punto di non ritorno. 

Dal mio punto di vista dunque, non si tratta di un equivoco nè di un feticcio da attaccare. La distinzione formale e teorica tra Unionismo – autonomismo - indipendentismo rimane appunto solo formale ed equivalente per i primi due passaggi, questo non lo dico io lo dice la prassi storico politica di questi ultimi sessanta anni. Qualcuno provi a smentirla in termini concettuali e non di semplice affermazione.

Non possiamo ignorarla e bisogna necessariamente interrogarsi del perchè i sardi in genere non hanno esercitato questa autonomia vera comportandosi da autonomisti come unionisti!Se non si procede su questa analisi storico sociologica e non si da una spiegazione esauriente del fenomeno rischiamo di perpetuare l&#039;errore che ignoriamo. E se non procediamo a capire il perché del fallimento dell’autonomia sarda, non siamo neanche “autorizzati” concettualmente  a difenderla a tutti i costi, a meno che per l’appunto non vogliamo trasformarla al contrario in un feticcio inattaccabile, come a me sembra.

Chi può rispondere a questa domanda: se i Sardi potevano esercitare l’autonomia vera, perché non lo hanno mai fatto?

Per questo ho dedotto che l’autonomismo, come istituto giuridico all’interno di uno stato centralista come quello italiano applicato alla Sardegna è la causa stessa dell’immobilismo della sardegna. La spiegazione è talmente ovvia  che per questo motivo sfugge. L’altra possibilità di pensiero è che il sardo non sia un popolo “capace “ , ma Soru giustamente dice “l’intelligenza” è ben distribuita tra tutti i popoli e quindi anche tra noi!

In questo senso, costruire un progetto culturale indipendentista, possibile per il futuro ( non per l’immediato presente) diviene essenziale proprio per cambiare registro nell’affrontare le questioni ed avvicinarsi a nuovi modelli culturali, che magari non consentiranno l’indipendenza della sardegna ma che potrebbero realmente indurci ad essere veramente autonomi!

Prima di tutto nella mente!

Da questo punto di vista io non vedo  molte differenze tra sinceri  e convinti autonomisti e sinceri e convinti indipendentisti, specie se tutto ciò è semplicemente finalizzato ad una prassi politica di crescita della sardegna e di tutti i sardi.

Saluti
Sergio brundu</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Nel mio intervento.. ho cercato di evidenziare il fatto che l&#8217;autonomismo in sardegna è una cosa &#8220;impossibile&#8221; quello vero intendo. Se i Sardi avessero avuto forza e tempra per esercitarlo lo avrebbero fatto &#8230; (come Soru ), e non saremmo qui a discuterne.  Se questo non è successo dopo sessanta anni cosa fa pensare a qualcuno che possa succedere adesso? Cosa fa pensare che questa sia la strada maestra?  Cosa fa pensare che adesso possa cambiare qualcosa nella mentalità di politici e intellettuali?</p>
<p>Al contrario io penso che gli aspetti di esercizio negativo dell&#8217;autonomismo andranno sempre più rinforzandosi incanalandosi  verso il &#8220;globalismo culturale&#8221;  l&#8217;appiattimento politico e identitario fino ad arrivare ad un punto di non ritorno. </p>
<p>Dal mio punto di vista dunque, non si tratta di un equivoco nè di un feticcio da attaccare. La distinzione formale e teorica tra Unionismo – autonomismo &#8211; indipendentismo rimane appunto solo formale ed equivalente per i primi due passaggi, questo non lo dico io lo dice la prassi storico politica di questi ultimi sessanta anni. Qualcuno provi a smentirla in termini concettuali e non di semplice affermazione.</p>
<p>Non possiamo ignorarla e bisogna necessariamente interrogarsi del perchè i sardi in genere non hanno esercitato questa autonomia vera comportandosi da autonomisti come unionisti!Se non si procede su questa analisi storico sociologica e non si da una spiegazione esauriente del fenomeno rischiamo di perpetuare l&#8217;errore che ignoriamo. E se non procediamo a capire il perché del fallimento dell’autonomia sarda, non siamo neanche “autorizzati” concettualmente  a difenderla a tutti i costi, a meno che per l’appunto non vogliamo trasformarla al contrario in un feticcio inattaccabile, come a me sembra.</p>
<p>Chi può rispondere a questa domanda: se i Sardi potevano esercitare l’autonomia vera, perché non lo hanno mai fatto?</p>
<p>Per questo ho dedotto che l’autonomismo, come istituto giuridico all’interno di uno stato centralista come quello italiano applicato alla Sardegna è la causa stessa dell’immobilismo della sardegna. La spiegazione è talmente ovvia  che per questo motivo sfugge. L’altra possibilità di pensiero è che il sardo non sia un popolo “capace “ , ma Soru giustamente dice “l’intelligenza” è ben distribuita tra tutti i popoli e quindi anche tra noi!</p>
<p>In questo senso, costruire un progetto culturale indipendentista, possibile per il futuro ( non per l’immediato presente) diviene essenziale proprio per cambiare registro nell’affrontare le questioni ed avvicinarsi a nuovi modelli culturali, che magari non consentiranno l’indipendenza della sardegna ma che potrebbero realmente indurci ad essere veramente autonomi!</p>
<p>Prima di tutto nella mente!</p>
<p>Da questo punto di vista io non vedo  molte differenze tra sinceri  e convinti autonomisti e sinceri e convinti indipendentisti, specie se tutto ciò è semplicemente finalizzato ad una prassi politica di crescita della sardegna e di tutti i sardi.</p>
<p>Saluti<br />
Sergio brundu</p>
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		<title>Di: Ierofante</title>
		<link>http://www.sanatzione.eu/2009/11/appunti-da-ripetere-sullautonomia/comment-page-1/#comment-38</link>
		<dc:creator>Ierofante</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Nov 2009 18:42:14 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.sanatzione.eu/?p=674#comment-38</guid>
		<description>Nell&#039;articolo di URN Sardinnya signor Brundu si evidenzia proprio l&#039;equivoco seguito in Sardegna alla drammatica divisione tra autonomismo ed indipendentismo. In 60 anni probabilmente abbiamo chiamato autonomismo qualcosa che non lo è perché di fatto è centralismo. In ragione di questo equivoco (a cui si è dato spago per diverse ragioni politiche) gli indipendentisti hanno finito per creare un feticcio da attaccare, ma attaccando così contemporaneamente anche un percorso progressivo di conquista della sovranità.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Nell&#8217;articolo di URN Sardinnya signor Brundu si evidenzia proprio l&#8217;equivoco seguito in Sardegna alla drammatica divisione tra autonomismo ed indipendentismo. In 60 anni probabilmente abbiamo chiamato autonomismo qualcosa che non lo è perché di fatto è centralismo. In ragione di questo equivoco (a cui si è dato spago per diverse ragioni politiche) gli indipendentisti hanno finito per creare un feticcio da attaccare, ma attaccando così contemporaneamente anche un percorso progressivo di conquista della sovranità.</p>
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